La rassegna, a cura di Elisabetta Chiodini, giunge dopo il grande successo di pubblico e critica registrato dalle mostre L'Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione apena nata (2025-2026), PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo (2024-2025), Boldini, De Nittis et Les Italiens de Paris (2023-2024); Milano da Romantica a Scapigliata (2022-2023); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021-2022); Divisionismo. La rivoluzione della luce (2019-2021) e Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini (2018-2019) ed è organizzata da METS congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il sostegno e il patrocinio di Regione Piemonte, con il patrocinio di Commissione Europea e Provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (Main sponsor), Esseco S.r.l. e De Agostini Editore S.p.A. (Sponsor), con il contributo di Artekasa S.r.l., Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Camporelli S.N.C., Comoli Ferrari & C. S.p.A., I Dof Mati, IGOR s.r.l., Fondazione Comunità del Novarese, Fondazione CRT, Italgrafica s.r.l. e Mirato S.p.A. Si avvale inoltre della collaborazione di Ad Artem, Ente Turismo Terre dell’Alto Piemonte, Big/Ciaccio Arte, EnjoyMuseum S.r.l. e del supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano.
Giovanni Boldini, Mademoiselle De Nemidoff, 1906, olio su tela, collezione privata
Articolata in otto sezioni che si susseguiranno l’un l’altra attraversando le antiche sale del Castello Visconteo Sforzesco, la mostra si propone di illustrare la storia della moda, l’evoluzione del gusto e del costume in un periodo di tempo compreso fra i primissimi anni dell’Ottocento e gli anni venti del Novecento.
Straordinari capolavori della pittura italiana, opere accuratamente scelte e provenienti da prestigiose raccolte, pubbliche e private, saranno affiancati da abiti e accessori di moda provenienti dalle Collezioni Civiche milanesi e conservate a Palazzo Morando⎟Costume Moda Immagine nonché da collezioni private.
Un serrato dialogo tra dipinti e oggetti d’uso, oggi considerati anch’essi e a pieno titolo rare e preziose opere d’arte, aiuterà il visitatore moderno a comprendere più a fondo la vita quotidiana di uomini e donne appartenenti a quel tempo, un tempo molto vicino al nostro ma sotto certi aspetti lontanissimo.
Alcuni di loro hanno fatto parte della nostra Storia, quella con la S maiuscola, e spesso, oltre alle gesta, alla discendenza illustre, grazie a splendidi ritratti commissionati ai più importanti artisti, non solo ne conosciamo i volti, ma riusciamo a percepirne persino il temperamento; molti altri invece sono persone comuni, senza antico lignaggio o titoli altisonanti, uomini e donne le cui semplici esistenze sono giunte fino a noi solo attraverso corali scene di genere.
Le vesti di tutti loro, i complementi d’abbigliamento, gli accessori indossati nelle differenti occasioni – cappelli, guanti, ventagli, parasole e bastoni da passeggio, borse e calzature – racconteranno della loro statura, della loro corporatura, dei loro piedini sottili, di come il modo di abbigliarsi abbia potuto influenzarne i comportamenti.
Uomini, donne, consuetudini, usi e costumi di un tempo non lontano che grazie ai dipinti e agli oggetti esposti riprenderanno vita sotto i nostri occhi.
Le otto sezioni della mostra saranno articolate cronologicamente dal primo decennio del XIX secolo agli anni venti del Novecento
Francesco Hayez, Ritratto della Contessa Antonietta Tarsis Basilico, 1851, olio su tela, collezione privata
Sezione 1. Dagli inizi del XIX secolo alla fine degli anni Trenta
Attraverso raffinatissimi ritratti e scene di genere la prima sezione della mostra fa luce sull’evoluzione delle mode, femminili e maschili, nei primi trent’anni dell’Ottocento. Apre la sala il modello dell’abito femminile neoclassico, del quale abbiamo una straordinaria testimonianza pittorica nei due celebri ritratti di Andrea Appiani di Madame Pétiet e della contessa Francesca Ghirardi Lechi. Un abito dalla linea diritta, a vita alta, segnata da una cintura a coulisse, realizzato in lino o in leggera mussolina indiana rievocante i capolavori della statuaria greco-romana riportati in auge nel Settecento dalle scoperte archeologiche dei siti di Ercolano e Pompei. La mise era completata da preziosi accessori.
Col passare del tempo il modello dell’abito a vita alta rimarrà in auge, ma la struttura sartoriale sarà più complessa, sulla veste lunga si indosseranno tuniche più corte e i primi spencer, giacche corte con maniche lunghe.
Presto le impalpabili mussoline lasceranno spazio ai velluti e ai rasi utilizzati anche per realizzare preziose guarnizioni per impreziosire le maniche e l’orlo delle vesti.
Di lì a breve le gonne assumeranno una forma a campana sostenuta da sottogonne inamidate, il punto vita tornerà alla sua posizione naturale, sottolineato da alte cinture, le scollature limitate agli abiti da sera. Caratteristico e singolare elemento dell’abito romantico le ampie maniche à gigot, mantenute gonfie grazie a specifiche imbottiture.
I primi decenni del secolo sono quelli dell’affermazione della moda borghese, quelli nei quali anche l’abito maschile si consolida nel completo scuro, costituito da pantaloni lunghi, giacca, panciotto, camicia. Tra le opere in sala: Andrea Appiani, Ritratto di madame Pétiet con i figli, 1800; Andrea Appiani, Ritratto di Francesca Ghirardi Lechi, 1803.
Sezione 2. Anni Quaranta e Cinquanta del XIX secolo
Sparite le maniche à gigot nel decennio successivo la silhouette femminile vede un assottigliamento ulteriore del punto vita e un primo deciso ampliamento della gonna, increspata in vita, arricchita di balze, gale e volant. Gli anni Quaranta e Cinquanta sono infatti ricordati per le ampiezze delle gonne rese possibili prima grazie alle crinoline, poi alla più leggera “gabbia” in cerchi metallici brevettata nel 1856 da Auguste Parson. Gonne dalle ampiezze sempre più esagerate che impedivano la libertà di movimento ma sottolineavano lo status sociale di chi le indossava. Tra le opere in sala: Francesco Hayez, Ritratto della cantante Matilde Juva Branca, 1851; Francesco Hayez, Ritratto della Contessa Antonietta Tarsis Basilico, 1851.
Sezione 3. Anni Sessanta del XIX secolo
Attraverso qualche ritratto e scene di genere, la terza sezione della mostra illustra l’evoluzione della foggia delle vesti femminili nel corso dell’intero decennio. Raggiunta la massima circonferenza intorno ai primi anni Sessanta, le ampiezze delle gonne, dopo il 1865, si riducono grazie al genio creativo di Charles Frederick Worth (1825-1895). Noto come il primo couturier della storia, Worth interviene direttamente sulla forma della crinolina riducendola drasticamente sul davanti e spostando l’ampiezza sul retro. Tra le opere in sala: Silvestro Lega, Tra i fiori del giardino, 1862; Giovanni Boldini, Ritratto della contessa Carlotta Aloisi Papudoff, 1869.
Sezione 4. Anni Settanta del XIX secolo
Sul finire degli anni Sessanta la mezza crinolina si riduce ulteriormente preannunciando quella che sarà la tournure. Detta anche sellino o cul de Paris, la tournure era una sottostruttura che aveva lo scopo di gonfiare la gonna solo posteriormente. Se nei due decenni precedenti la ricchezza e lo status delle signore erano sottolineate da metri e metri di tessuto utilizzati per confezionare gonne dalle ampiezze mirabolanti, negli anni Settanta sarebbero stati i drappeggi a farlo, arricchiti da decorazioni, nastri, passamanerie e preziosi merletti sul retro. Sullo scorcio del decennio la silhouette femminile sarebbe nuovamente cambiata, le signore avrebbero indossato giacche aderenti, spesso lunghe fin sotto i fianchi, chiuse anteriormente da file di piccoli bottoncini che sottolineavano la verticalità della figura. Tra le opere in sala: Domenico Induno, Un dramma domestico, 1873; Giuseppe De Nittis, Alle corse dei cavalli, 1874.
Sezione 5. Anni Ottanta del XIX secolo
Verso il 1881 la tournure comincia ad accentuarsi nuovamente con leggeri ma continui cambiamenti fin sul finire degli anni Ottanta, quando la gonna tenderà a semplificarsi e i drappeggi ad appiattirsi; contemporaneamente il busto inizierà ad ampliarsi sulle spalle e ad accennare quella linea a petto di piccione che caratterizzerà la silhouette femminile di fine secolo. Tra le straordinarie opere esposte in sala, accanto ad un prezioso pastello grande al vero realizzato da Giuseppe de Nittis tra il 1883 e il 1884, Foglie d’autunno, esponiamo un abito in due pezzi databile allo stesso giro di anni. Firmato dalla sartoria milanese di Marianna Cantelli, realizzato in velluto cesellato e caratterizzato da un ampio drappeggio in faille viola sulla gonna, intorno a fianchi, l’abito ricorda molto da vicino la foggia di quello indossato da Léontine De Nittis. L’abito è appartenuto a Costanza Adamoli Gibbs, moglie di Giulio Adamoli, figura di rilievo del nostro Risorgimento. In sala anche l’olio su tela di Daniele Ranzoni, Ritratto della Signora Pisani Dossi, 1880; Abito da giorno, Sartoria Marianna Cantelli, Milano 1883 circa; Ventaglio pieghevole, manifattura francese, 1880 circa.
Sezione 6. Anni Novanta del XIX secolo
La sezione dedica ampio spazio ad una delle caratteristiche peculiari della moda degli anni Novanta dell’Ottocento, l’ampiezza delle maniche. Con la semplificazione della gonna, che proprio nei primissimi anni Novanta inizierà ad aprirsi a campana, e un punto vita sempre più sottile, saranno le maniche a controbilanciare la figura divenendo nel contempo elemento decorativo. Leggermente increspate sulla pala ma ancora strette all’inizio del decennio, diverranno via via sempre più ampie. Tra le opere in sala: Edoardo Gelli, En passant, 1896; Abito da giorno, Sartoria Laura Lombardi e Sorelle, Milano, 1893-1896.
Sezione 7. Il fumo al femminile: da gesto anticonformista a fenomeno culturale
La piccola cella del castello ospita una suite di opere eseguite tra la metà degli anni Sessanta dell’Ottocento e i primi anni Venti del Novecento, lavori che hanno tutti come protagoniste giovani donne che assaporano il piacere sottile del trascorrere del tempo libero immerse nella lettura di un libro, rilassandosi in poltrona, conversando con un’amica in una sala da tè, tutte in compagnia di una sigaretta accesa. Un gesto che cambia insieme all’evoluzione del costume divenendo testimonianza dell’emancipazione femminile. Tra le opere in sala: Federico Faruffini, La lettrice, 1865 circa; Pietro Marussig, Donne al caffè, 1924.
Sezione 8. Dagli inizi del XX secolo agli anni Venti
L’ultima sezione della mostra illustra l’evoluzione della moda e del costume avvenuta nel corso dei primi tre decenni del secolo. Decenni di cambiamenti epocali nei quali si è passati dalla cosiddetta linea “a S” agli abiti dalla linea diritta. La prima ottenuta mediante l’adozione di corsetti strettissimi che accentuavano il punto vita mettendo in evidenza il seno, spinto in avanti, e il fondoschiena, proponendo una silhouette a S che ricordava le forme sinuose dello stile floreale. I secondi caratterizzati da una struttura sartoriale semplice con cintura a vita bassa e orli sempre più corti; modelli più comodi che rispondevano pienamente all’esigenza di praticità che la vita moderna richiedeva.
Tra le opere in sala: Vittorio Matteo Corcos, Ritratto di Yole Moschini Biaggini, 1907; Giovanni Boldini, Mademoiselle De Nemidoff, 1906; Felice Casorati, Le ereditiere, 1910.
Federico Faruffini, La lettrice, 1865 ca, olio su tela, Milano, Galleria d’Arte Moderna
Orari
Martedì - domenica 10.00 – 19.00
Aperture anticipate alle ore 9.00
Sabato 3 e domenica 4 aprile 9.00-19.00
(la biglietteria chiude alle 18.00)
Aperture straordinarie: domenica 1 novembre, lunedì 7, martedì 8, sabato 26 e lunedì 28 dicembre, venerdì 1, lunedì 4, mercoledì 6 e venerdì 22 gennaio.
Chiuso: giovedì 24, venerdì 25 e giovedì 31 dicembre
Biglietti
- Intero € 15,00
- Open € 17,00 (Ingresso flessibile a data aperta)
- Ridotto € 13,00 (Weekend e festivi)
- Ridotto Feriale € 11,00 (da martedì a venerdì esclusi i festivi)
Hanno diritto al biglietto Ridotto i Visitatori dai 20 ai 26 anni e over 65, i Disabili muniti di certificazione di invalidità inferiore al 100%, i Soci TCI Touring Club e FAI, i Soci di "Abbonamento Musei Lombardia Valle d'Aosta", i Giornalisti con tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa, i Soci di altri enti convenzionati muniti di tessera, gli Insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, i Clienti di Banco BPM muniti di tessera bancomat o carta di credito nominative, i Dipendenti del Comune di Novara nonché i Dipendenti di Banco BPM, De Agostini Editore S.p.A., Esseco s.r.l., Artekasa s.r.l., Comoli Ferrari & C. S.p.A., IGOR s.r.l. Hanno altresì diritto al biglietto ridotto i fruitori delle seguenti promozioni. Promozione famiglia: Accompagnatori, massimo 2, di ragazzi dai 6 ai 19 anni; Promozione cupola: visitatori della Cupola di San Gaudenzio; Promozione Museo Archeologico: visitatori del Museo Archeologico di Novara; Promozione Giannoni: visitatori della Galleria Giannoni
- Gruppi € 13,00 (Weekend e festivi da gennaio ad aprile - Per gruppi composti da almeno 10 persone) - Prenotazione e prevendita obbligatorie
- Gruppi Promo € 11,00 (Valida a novembre e dicembre e nei giorni feriali da gennaio ad aprile - Per gruppi composti da almeno 10 persone) - Prenotazione e prevendita obbligatorie
- Scolaresche € 6,00 (per gruppi di studenti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado composti da almeno 10 persone) - Prenotazione e prevendita obbligatorie
- Ridotto Ragazzi € 6,00 (Ragazzi dai 6 ai 19 anni)
- Gratuito (Minori di 6 anni, Disabili muniti di certificazione di invalidità al 100%, accompagnatori di disabili muniti di certificazione di invalidità al 100% che presentino necessità, Guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, Giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa, Insegnanti accompagnatori di scolaresche composte da almeno 10 studenti, Soci di “Abbonamento Musei Piemonte Valle d'Aosta" e "Abbonamento Musei Formula Extra”) - Non disponibile in prevendita
Promozioni e convenzioni
Promozione famiglia: hanno diritto al biglietto ridotto gli accompagnatori (massimo 2) di ragazzi dai 6 ai 19 anni
Promozione Cupola: i visitatori della mostra avranno diritto di accesso alla Cupola di San Gaudenzio con biglietto ridotto; i visitatori della Cupola avranno diritto di accesso alla mostra con biglietto ridotto.
Museo Archeologico: i visitatori della mostra avranno diritto di accesso al Museo Archeologico di Novara con biglietto gratuito; i visitatori dell Museo Archeologico avranno diritto di accesso alla mostra con biglietto ridotto.
Galleria Giannoni: i visitatori della mostra avranno diritto di accesso alla Galleria Giannoni con biglietto gratuito; i visitatori della Galleria Giannoni avranno diritto di accesso alla mostra con biglietto ridotto.
Prevendita biglietti
Visitatori singoli:
- online, biglietti data fissa: Vivaticket
- online, biglietti "open": Vivaticket
- in biglietteria: mar.-ven. 10.00-18.00
Commissione Prevendita:
- € 1,83 per ciascun biglietto (online, call center, e-mail)
Prenotazioni scolaresche e gruppi (autonomi o dotati di guida propria) e prevendita dei relatvi biglietti
- e-mail: gruppi@vivaticket.com
- in biglietteria: mar.-ven. 10.00-18.00 (solo scolaresche)
Nella richiesta è importante indicare: titolo, data e luogo dell'evento, numero partecipanti (minimo 10 persone), anagrafica completa (nome Agenzia/Associazione/Ente, indirizzo, telefono e nome referente). E' obbligatorio l'utilizzo di radio guide (whisper) noleggiabili presso il bookshop della mostra al prezzo di Euro 1,00 cad. da parte dei gruppi che ne siano sprovvisti.
Commissione Prenotazione:
- € 5,00 per ciascun gruppo (Ufficio Gruppi Vivaticket).
Commissione Prevendita:
- € 1,83 per ciascun biglietto (Ufficio Gruppi Vivaticket)
Visite guidate
- Visita guidata scuole (75 minuti) € 80,00
- Visita guidata gruppi feriale (75 minuti - dal lunedì al venerdì) € 100,00
- Visita guidata gruppi weekend (75 minuti - sabato, domenica e festivi) € 110,00
- Maggiorazione visite guidate in lingua straniera € 20,00
- Visita guidata singoli a calendario € 10,00 a persona
Le tariffe indicate comprendono il noleggio della radio guide (whisper). Non è compreso il prezzo del biglietto.
Apertura serale della mostra per visite private
Su richiesta è possibile effettuare visite guidate a porte chiuse in orario compreso tra le 19.00 e le 21.00 nei giorni di apertura della mostra.
- Visita guidata a porte chiuse € 110,00
- Visita guidata a porte chiuse in lingua straniera € 130,00
- Apertura straordinaria € 200,00
- Biglietti come da tariffario
Prenotazioni visite guidate e aperture serali (compresa prevendita dei relativi biglietti)
- Online: Ad Artem s.r.l.
- Email: info@adartem.it
- Call Center: +39 02 6597728 (da lunedì a venerdì 09.00 - 13.00 / 14.00 - 16.00)
Audioguide
Comprese nel prezzo del biglietto
Informazioni online e social
METS Percorsi d’arte
Ufficio stampa
Clarart | info@clarart.com
Anselmo Bucci, Rosa Rodrigo (La bella), 1923 circa, olio su tela, Monza, Mapelli Arte Contemporanea